Foto di Nobuyoshi Araki
Andrea Abati.
Biografia e mostre
Andrea Abati (Prato, 1952)
Il lavoro di Andrea Abati prende avvio dall’analisi delle trasformazioni del paesaggio architettonico industriale, dall’osservazione simbolica della natura antropizzata e dall’attenzione all’avvicendarsi delle genti e al mutamento del tessuto sociale urbano. Per Abati, l’abbandono del concetto tradizionale di opera e l’attivazione di pratiche artistiche nella sfera pubblica può, in determinati momenti, diventare prioritario. Interviene in prima persona o in forma collettiva, utilizzando la pratica artistica come strumento per consentire al singolo di ri-definire (e ri-formare) il proprio ruolo all’interno di una società in transizione. È fondatore nel 1977 dello spazio Dryphoto, luogo di produzione e confronto tuttora attivo.
Le sue opere sono presenti nelle collezioni del MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma; del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato; MuFoCo Museo di Fotografia Contemporanea (ora MUNAF); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo; Galleria Civica di Modena; Fondazione Malerba; CCA Canadian Centre for Architecture, Montreal; Centre national de la photographie Nord-Pas-de-Calais (F) e in altre collezioni pubbliche e private.
“Le fotografie di Andrea Abati, parlano di disastri avvenuti, e di spazi intatti, di aree di scarto e di rifiuto di avanzi della modernità e di resti di antiche grandezze, ma soprattutto vi si può leggere di una pulizia dello sguardo e dei pensieri raramente riscontrabile; un atteggiamento per certi versi di primaria importanza e che la fotografia deve oggi ritrovare.” Luigi Ghirri




