Prato e il suo fiume. Percorsi psico-sociali è un progetto dell’artista Andrea Abati che invita esperti di diverse discipline a camminare lungo il fiume proponendo azioni e interventi, che lo interpretano e lo raccontano in rapporto alla propria materia. È stata inoltre presentata una mostra che raccoglie immagini del fiume prodotte durante i laboratori organizzati da Dryphoto ai quali hanno aderito gruppi provenienti dal Dipartimento Salute Mentale del Servizio Sanitario Pratese, fra i quali il Foto & Dintorni.

L’iniziativa Prato e il suo fiume. Percorsi psico-sociali si è articolata in diversi momenti distribuiti nelle giornate del 14 e 28 novembre lungo la riva sinistra del fiume Bisenzio dove hanno avuto luogo una serie di azioni e interventi dei diversi partecipanti alla giornata.

Il 14 novembre alle ore 10.30, con partenza dal Ponte Datini (zona percorso ciclopedonale Fausto Coppi), una camminata sulle sponde del fiume con:

Giuliano Di Gaetano, direttore del Museo Centro per le Acque del Gran Sasso con “Un museo per raccontare il ciclo dell’acqua”;
Niccolò Severi, studente e membro di Extinction Rébellion Prato, “Come rapportarsi al fiume, dall’esperienza personale all’attivismo”.

Arrivo a Villa San Leonardo al Palco; la villa è posta in una suggestiva scenografia, un luogo dello spirito che domina il tratto del Bisenzio che entra in città e ospita la fraternità dei Ricostruttori nella preghiera di San Leonardo al Palco, guidata da padre Guidalberto Bormolini. Da più di cinquecento anni la Villa, per tre secoli convento francescano, con i suoi chiostri, le terrazze, i lecci maestosi, è un luogo che invita a ritirarsi dal mondo, anche solo per un fine settimana, un pomeriggio, per riprendere fiato e ricordarsi di ciò che è essenziale nella vita. Con lo spirito di una casa per ritiri, vuole essere un polo culturale, ecumenico e di dialogo, che possa far emergere la sete di spiritualità presente in ogni persona.
Alla fine della mattinata inaugurazione della mostra Prato e il suo fiume.

 

Il 28 novembre alle ore 10.30, con partenza dal Ponte Datini.
Lungo la passeggiata alcuni ospiti del progetto hanno parlato di argomenti a loro cari, strettamente legati con il tema dell’acqua:

Enzo Brogi, scrittore e molto altro, con un brano da “I racconti dell’acqua. Storie toscane di fiumi e torrenti”, 2021, Edizioni aSKa;
lo psichiatra Giuseppe Cardamone “Natura  come  cura  psico-sociale”;
la naturopata Manuela Palchetti ha parlato de Il fiume come collegamento, l’acqua, natura e cura;
Don Matteo dei Ricostruttori nella preghiera, rappresentante comunità San Leonardo al Palco con “Il fiume Bisenzio e villa San Leonardo al Palco”;
Giorgio Barrera, artista, con Il fiume: l’acqua, elemento di collegamento fra cielo e terra;
la mattinata è stata animata dalle Azioni Urbane di Poesia lungo il fiume del Gruppo Poecity, oltre che dalle Note musicali di Rita Chiti e dall’esibizione musicale degli allievi dell’I.C. Marco Polo scuola media Ser Lapo Mazzei di Prato – Indirizzo Musicale.
Visita guidata alla mostra Prato e il suo fiume.

IL FIUME BISENZIO COME SPAZIO DI SVAGO E CONTATTO CON LA NATURA

Il fiume Bisenzio, come tutti i corsi d’acqua che attraversano centri urbani, ha un rapporto molto stretto con la città e nella sua storia ha assolto a diverse funzioni.
La sua importanza per il tessuto produttivo della città è stata determinante, sono state infatti le sue acque che hanno alimentato il complesso sistema delle gore, presente da molti secoli, che ha permesso la nascita e lo sviluppo del sistema tessile pratese.

Negli ultimi tempi il fiume è tornato ad essere uno spazio fondamentale per lo svago e il contatto con la natura. Lungo la riva e sul fiume, anche nelle zone più plasmate dall’uomo, si ha la possibilità di incontrare una fauna veramente bella: l’airone cinerino, il gabbiano, la nitticora, i germani e spesso la femmina di germano con i suoi anatroccoli, il martin pescatore, la gallinella d’acqua, il tuffetto, la folaga, la garzetta, la rara sgarza dal ciuffetto, il tarabusino.

Durante la pandemia il fiume è stato un “rifugio”, che ci ha permesso di dare sfogo alla nostra mancanza di libertà; i percorsi ciclopedonali delle sue sponde sono stati e sono il luogo più frequentato della città, sempre più persone lo vivono e ne riscoprono gli aspetti naturalistici. Sulle sue rive passeggiano, fanno sport e giocano cittadine e cittadini di qualsiasi etnia e religione.

Durante la prima fase della pandemia, i soggetti più fragili sono stati quelli maggiormente danneggiati dalla limitazione di movimento; la chiusura di certi servizi di sostegno e l’impossibilità di avere momenti di socializzazione ha aumentato il loro disagio e la loro emarginazione mettendo in evidenza la struttura debole della nostra società e aumentando il disagio e il divario sociale. La salute mentale e il benessere di intere società sono stati gravemente colpiti da questa crisi e sono una priorità da affrontare con urgenza.
Possiamo già infatti vedere un aumento consistente nei numeri dei casi che si rivolgono al Dipartimento Salute Mentale della nostra città e molti riguardano ragazze e ragazzi al di sotto dei diciotto anni.
Per gli utenti seguiti dai vari Dipartimenti di Salute Mentale della Regione Toscana sono venuti a mancare tutta una serie di attività esistenti sul territorio.

DRYPHOTO ARTE CONTEMPORANEA, UN PERCORSO SOCIALE

Dryphoto arte contemporanea esplora da tempo la potenzialità dell’arte, come spazio di libera sperimentazione di estetiche relazionali fra discipline diverse, apre la possibilità a persone non provenienti dal mondo dell’arte di agire nei processi seguendo percorsi creativi, partendo dall’analisi degli elementi del territorio, dal contesto sociale a quello storico culturale, dalla qualità ambientale allo stato della relazione fra essere umano e ambiente, portando avanti specifici progetti che riguardano il paesaggio rurale e urbano, ma anche il mondo degli “ultimi”, coloro che stanno ai margini, le persone con disagio psichico, i reclusi, i “nuovi cittadini”.

 

Il progetto
Prato e il suo fiume. Percorsi psico-sociali

è stato realizzato

Con il contributo di:
Azienda USL Toscana Centro e Publiacqua

Con il patrocinio di:
Regione Toscana e Comune di Prato

Con la collaborazione di:

Istituto Comprensivo Marco Polo Scuola Secondaria di primo grado Ser Lapo Mazzei; Comunità I Ricostruttori; Italia Nostra Sezione di Prato; Circolo Curiel; Comitato via delle Segherie; associazione sino-italiana Ramunion.

Media partner Pratosfera

Assistenti alla produzione
Serena Becagli / Irene Tempestini /  Costanza Abati

Ufficio Stampa Silvia Bacci

Una delle opere della serie Melzo di Andrea Abati, in mostra al Mufoco (Museo di Fotografia Contemporanea) per la mostra RITRATTO PAESAGGIO ASTRATTO.

La mostra, ideata dal Servizio educativo, intende avvicinare i diversi pubblici alla conoscenza del patrimonio in mesi in cui l’accesso al Museo è fortemente limitato. Per portare all’evidenza questo bene pubblico e renderlo fruibile in una sorta di mostra permanente, sono stati pensati tre percorsi dal carattere divulgativo e didattico sui temi del paesaggio, del ritratto e della sperimentazione astratta.

I tre piani del Museo ospitano una selezione di oltre 100 opere che offre una significativa panoramica sull’evoluzione della fotografia, soprattutto italiana, dal Secondo dopoguerra a oggi.
Si parte con il ritratto, che in fotografia è stato uno dei primi generi a prendere piede nella società offrendo a costi accessibili la possibilità di lasciare una traccia di sé attraverso la raffigurazione del proprio volto. Dallo studio, la pratica del ritratto si è spostata in esterno, aggiungendo elementi di definizione dell’identità e inserendosi nel racconto del quotidiano.
Una sezione è dedicata all’evoluzione della fotografia di paesaggio, dalla tradizione delle vedute pittoriche allo sviluppo di uno sguardo autonomo, per arrivare a una rappresentazione sempre più lontana da un’idea di contemplazione a favore di nuove strategie visive e narrative che riattivano il dialogo con l’identità dei luoghi.
Infine, l’attenzione si sposta su fotografia e astratto, che nell’accezione comune sembrano due mondi distanti, dato che la fotografia è, per sua stessa natura, la riproduzione di una porzione di realtà. Tuttavia, quando nell’ambito delle Avanguardie crolla il concetto di rappresentazione, alcuni artisti sperimentano l’applicazione di schemi astratti intervenendo direttamente sulla materia e sui supporti con diverse tecniche.

Le immagini sono accompagnate da una serie di apparati testuali che propongono differenti livelli di lettura dei percorsi tra didascalie, note, citazioni e approfondimenti, alcuni esposti a parete, mentre altri sono disponibili nella corrispettiva Digital Exhibition: www.mufoco.org/digitalexhibitions.
La mostra, infatti, è interamente visibile anche online per aprirsi ai visitatori che non possono raggiungere gli spazi espositivi a causa delle limitazioni degli spostamenti.

In parallelo alle opere fotografiche, il percorso espositivo presenta una selezione di libritratti dalla biblioteca specialistica che arricchiscono e integrano la narrazione dei tre generi del linguaggio fotografico.
Per ampliare l’offerta delle pagine significative su cui soffermarsi, i volumi saranno mostrati anche con dei brevi video.

Opere di: Andrea Abati, Paola Agosti, Luca Andreoni, Arianna Arcara, David Royston Bailey, Marina Ballo Charmet, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Letizia Battaglia, Jacopo Benassi, Gianni Berengo Gardin, Tommaso Bonaventura e Alessandro Imbriaco, Luca Campigotto, Lisetta Carmi, Virgilio Carnisio, Vincenzo Castella, Elisabetta Catalano, Carla Cerati, Giovanni Chiaramonti, Paolo Ciregia, Cesare Colombo, Pierre Cordier, Mario Cresci, Luciano D’Alessandro, Paola De Pietri, Patrizia Della Porta, Fischli and Weiss, Franco Fontana, Vittore Fossati, Luigi Gariglio, Jean-Louis Garnell, Carlo Garzia, Arturo Ghergo, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Ando Gilardi, Paul Graham, Franco Grignani, Guido Guidi, Jitka Hanzlová, Mimmo Jodice, Francesco Jodice, Uliano Lucas, Rachele Maistrello, Tancredi Mangano, Paola Mattioli, Nino Migliori, Paolo Monti, Floris Neusüss, Toni Nicolini, Enzo Nocera, Francesco Radino, Marialba Russo, Marco Signorini, Aaron Siskind, Otto Steinert, Antonio Strati, Beat Streuli, Thomas Struth, Fulvio Ventura, Luigi Veronesi, Silvio Wolf, Klauss Zaugg.

Una fotografia di Andrea Abati dalla serie I Luoghi del mutamento questa sera è stata proiettata sulla Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma per il progetto “WorldCityscapes” a cura di Filippo Maggia.

UNA FOTO AL GIORNO PER TORNARE A VIAGGIARE:
SULLA CUPOLA DELLA SALA SINOPOLI
DELL’AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA

LE IMMAGINI DELLE GRANDI CITTA’ DEL MONDO
NELLO SGUARDO DI 15 FOTOGRAFI ITALIANI

Una foto al giorno proiettata sulla cupola Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica. È il progetto fotografico originale che la Fondazione Musica per Roma presenterà a partire da venerdì 18 dicembre e fino a lunedì 18 gennaio 2021 dal titolo “World Cityscapes”. Una installazione fotografica contemporanea con 32 opere di autori italiani realizzate in tutto il mondo che saranno proiettate in sequenza – una per notte per 32 notti – dalle 17.00 del pomeriggio fino a tarda sera.

Il progetto curato da Filippo Maggia si presenta in una forma insolita che tuttavia appartiene alla fotografia e al suo utilizzo: lo slide show, spettacolo un tempo allestito nel salotto con il proiettore per diapositive, diviene in questa occasione una proiezione in grande formato allestita in esterno, permettendo così di raggiungere un pubblico vasto – e non solo quello direttamente interessato alla fotografia- illuminando e riempiendo le notti di Roma con le visioni di città del mondo, oggi più che mai necessarie per colmare la distanza che separa il nostro Paese dagli altri continenti per l’impossibilità fisica di muoversi dovuta alla pandemia da Covid-19.

“Abbiamo immaginato così il nostro regalo di Natale alla città e al pubblico romano – ha dichiarato l’Amministratore Delegato della Fondazione Musica per Roma Daniele Pitteri – una doppia opportunità per recuperare due lussi che in questo momento non riusciamo più a permetterci: la libertà di andare in un museo a godere di una mostra e quella di viaggiare per il mondo. Una foto al giorno per ammirare le opere architettoniche mondiali catturate dallo sguardo di 15 importanti fotografi italiani, proiettate a loro volta sulla cupola di una delle architetture simbolo del nostro Paese.”

Paesaggi diurni e notturni, scorci di grandi metropoli e lontane città realizzati da 15 fotografi italiani da metà anni Novanta ai nostri giorni, immagini che da una Roma silenziosa ripresa durante il lockdown dello scorso aprile ci porteranno sino a Milano, viaggiando da Varanasi verso Atene, e poi New York, Tokyo, Venezia, Houston, São Paulo, Shanghai, Addis Abeba, Mumbai e molti altri luoghi ancora, dall’Europa alle Americhe, dall’Asia all’Africa.

Stili e approcci differenti nelle opere di Gabriele Basilico, Vincenzo Castella, Francesco Radino, Giovanna Silva, Andrea Abati, Carmelo Nicosia, Olivo Barbieri, Valentina Sommariva, Giovanni Hãnninen, Luca Campigotto, Francesco Jodice, Giulia Ticozzi & Giuseppe Fanizza, Walter Niedermayr, Cristina Omenetto.

La selezione iconografica sarà visibile anche online sul sito dell’Auditorium www.auditorium.com, oltre che sulle pagine social della Fondazione (Facebook, Instagram, Twitter) e verrà raccolta in un taccuino con un testo introduttivo del curatore, oltre che in un calendario che ci accompagnerà per tutto il prossimo anno.

GUARDARE AL PAESAGGIO DIVENTA PODCAST
A cura di Serena Becagli
lancio del canale sabato 5 dicembre

In questo tempo in cui l’arte e la sua fruizione sono costretti a vivere a distanza Dryphoto arte contemporanea ha pensato di partecipare alla Giornata del Contemporaneo inaugurando il proprio canale spreaker (https://www.spreaker.com/user/dryphotoartecontemporanea), un modo per avvicinare il pubblico regalandogli allo stesso tempo nuovi sguardi.

La Giornata del Contemporaneo è una manifestazione promossa da AMACI Associazione dei Musei d’arte contemporanea italiani con il sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del MiBACT in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Una sedicesima edizione, quella del 2020, ibrida online e offline e una grande campagna di comunicazione per favorire la partecipazione di più realtà possibili, promuovere e far emergere la rete del contemporaneo nazionale e internazionale.

Guardare al Paesaggio – Incontri tra visionari è un progetto di Andrea Abati, artista e fondatore di Dryphoto, che da anni si occupa del paesaggio e delle sue trasformazioni. Dal 2016 Guardare al Paesaggio, coinvolge il pubblico con giornate esperienziali, passeggiate e incontri con architetti, urbanisti, fotografi, musicisti, ambientalisti, ecologisti, optometristi esperti della visione per approfondire e discutere i diversi aspetti del paesaggio e le problematiche ad esso legate, in una visione aperta, multidisciplinare e propositiva.
Guardare al paesaggio incontra chi progetta il paesaggio, chi lo coltiva, chi lo tutela, ma anche chi semplicemente lo vive o ne usufruisce come fonte di ispirazione o rigenerazione, interagendo con esso o traducendolo con suoni o parole, come il poeta, il musicista, lo scrittore.
In questo momento in cui la possibilità di incontrarsi e di spostarsi è limitata abbiamo pensato di trasformare in audio alcune di queste riflessioni in modo da poter idealmente accompagnare momenti di pausa o di passeggiate solitarie.

Un progetto ideato, curato e condotto da Andrea Abati, con la collaborazione di Vittoria Ciolini, Luca Carradori, Chiara Ruberti, Gisella Curti. Un pensiero ed un ringraziamento ai suggerimenti e consigli che ci ha dato Fabiola Gorgeri. L’idea si concretizzata grazie alle tante persone che hanno donato, nei loro diversi ruoli, un loro generoso sostegno, con entusiasmo partecipativo: segno della necessità diffusa di condividere il momento di festa che è l’incontro con il paesaggio.

Proprio l’ultimo di questi incontri, che si sarebbe dovuto svolgere a Marciana, è stato interrotto dal secondo lockdown e già alcuni dei nostri interventi sono diventati registrazioni video e audio.
Trasformare la visione in suono accentua l’atteggiamento di Abati per una visione condivisa. Tutta l’opera di Abati potrebbe essere un “guardare al paesaggio”, un accompagnare lo sguardo dello spettatore ad osservare i cambiamenti, quasi come fosse un esercizio di visione che va oltre il mezzo fotografico.
Guardare al paesaggio sono passeggiate per osservare le tracce del tempo, raccogliere idee, suggestioni, immagini, stimoli per la tutela, la conservazione e la valorizzazione del paesaggio e dello sguardo contemporaneo.
Trasformare questa esperienza in suono ci permette di arrivare agli occhi di tutti, sperando di poter condividere presto altri sguardi e altre passeggiate.

Estratti dei contributi a Guardare il Paesaggio: Vittore Fossati, a Poggio alle Scaglie, maggio 2016; di Nedal Al Zyod, Cecilia Pacini, Lorenzo Paolini, Antonio Berti, Marciana, nell’Isola d’Elba.

Ringraziamenti:
Si ringrazia per la generosa collaborazione e la squisita ospitalità a Guardare al Paesaggio:
Vittorio Cambria, Villa Ferraia, Country Resort a Monticiano;
Patrizia, Mascagni, Podere Castellare, Eco Resort a Pelago
Mariarita Signorini, Residenza di Charme a Poggio alla Scaglia
Alessandra Borchi, Le Furre, azienda oleovinicola a Carmignano
Paolo Cioncolini, La Selva Giardino del Belvedere, agriturismo a Cavriglia
Susanna Berti, Simone Barbi e tutto lo staff del Comune di Marciana, isola d’Elba

I fotografi: Fulvio Ventura, Vittore Fossati, Paola De Pietri, Marco Zanta, Andrea Botto, Carmelo Nicosia, Francesca Catastini, Valentina Lapolla, Luca Carradori, Marco Donati, Marco Mancini, Francesco Niccolai, Lorenzo Paolini
I musicisti: Giordano Brandini, Filippo Burchietti, Edwin Lucchesi, Roberto Nannetti; Daniela Soria
Anna Marson, urbanista;
Fabiola Gorgeri, architetto;
Alessio Caporali, architetto e storico dell’architettura;
Goffredo Serrini, Richard Inghersol, Valerio Barberis, architetti e urbanisti;
Leonardo Rombai, geografo e storico;
Alberto Tomei, geologo;
Marco Masseti. Archeozologo e naturalista
Al Zyod Nedal, optometrista e neuropsicologo
Nicholas Bawtree, Mariagrazia Vernuccio, giornalisti
Simone Ducci, narratore
Massimo Bragagni, Antonio Berti, poeti
Alba Braza, Vittoria Ciolini curatrici
Ornella Laneri, presidente fondazione Oelle
Cecilia Pacini, presidente sezione arcipelago Toscano di Italia Nostra

Con il patrocinio di
La Rotta dei Fenici – Itinerario culturale del Consiglio d’Europa

Dryphoto arte contemporanea
Via delle Segherie 33a 59100 Prato
info@dryphoto.it
tel. +39 0574 603186
FB Dryphoto.artecontemporanea
Instagram @dryphoto_artecontemporanea
www.dryphoto.it
www.andreaabati.it

IMMAGINARE / GUARDARE AL PAESAGGIO

IMMAGINARE
esplorare il paesaggio tra fotografia, conoscenza, protezione, educazione allo sguardo, racconto
Un progetto di Andrea Abati / Dryphoto arte contemporanea con la collaborazione di Lorenzo Paolini.

Programma
Lunedì 7 settembre 2020, ore 15.30/19 e martedì 8 ore 9/12 – Marciana
> Il tempo, l’abbandono, la cura – Passeggiate e perlustrazioni fotografiche

Domenica 18 ottobre 2020 – Marciana – 18.30
> Il tempo, l’abbandono, la cura – Inaugurazione mostre

Lunedì 19 ottobre 2020 – Marciana, Collegiata di San Sebastiano e altri luoghi Orario: 11-18
> Guardare al paesaggio – Incontri tra visionari

Prenotazione obbligatoria vedi dettaglio

Nell’ambito del progetto e.art, ElbaArteAmbiente in corso a Marciana, isola d’Elba, promosso dal Comune di Marciana e Italia Nostra Toscana in collaborazione con il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e con il patrocinio della Provincia di Livorno, proponiamo IMMAGINARE, un laboratorio sociale e artistico che parte dalla fotografia.

e.art è un progetto che promuovendo l’arte, intesa anche come mezzo, vuole stringere nuove, proficue connessioni, creando un costante collegamento tra persone con simili ideali e sensibilità, per attivare una responsabilità sociale nei confronti del territorio, stimolando le coscienze finché la comunità di Marciana saprà pensarsi come tale e conseguentemente agire per un fine comune.

IMMAGINARE, un progetto per esplorare il paesaggio tra fotografia, conoscenza, protezione del territorio e del paesaggio, educazione allo sguardo, racconti e suoni. Una idea/opera di Andrea Abati / Dryphoto arte contemporanea con la collaborazione di Lorenzo Paolini.

Lunedì 7 settembre 2020, ore 15.30/19 e martedì 8 ore 9/12 – Marciana e dintorni
> Il tempo, l’abbandono, la cura
Passeggiate e perlustrazioni fotografiche.

Introdotti dal lavoro di Andrea Abati e dalle ragioni che lo sostengono, attraverso una lenta passeggiata in alcuni luoghi del territorio di Marciana e dintorni, con l’autore, coadiuvato da Lorenzo Paolini, andremo a riflettere sul paesaggio, urbano e antropizzato del territorio di Marciana. Osserveremo le sue trasformazioni, le tracce del tempo, raccogliendo idee, suggestioni, immagini, stimoli per la tutela, la conservazione, la valorizzazione con la produzione di immagini per raccontare non solo i luoghi oggi indagati, ma anche lo sguardo contemporaneo che su questa parte di territorio pongono i partecipanti.

Obbligatoria la prenotazione
Partecipazione gratuita. Posti limitati. E’ necessaria l’iscrizione da farsi entro scrivendo una email a: andrea.abati@tiscali.it contenente nome, cognome e recapito telefonico dei partecipanti; sarete ricontattati per la conferma. Si ricorda che i posti saranno limitati nel rispetto delle norme anti contagio Covid-19. I percorsi saranno facili, adatti a tutti, si raccomandano comunque scarpe chiuse, adatte a camminare anche su sentieri. Per informazioni: mandare un sms di richiesta al 3473624286 e sarete ricontattati, oppure scrivere a andrea.abati@tiscali.it con le info richieste. E’ in corso la domanda di crediti formativi per Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.

Domenica 18 ottobre 2020 – Marciana | 18.30
> Il tempo, l’abbandono, la cura Inaugurazione mostre

Lunedì 19 ottobre 2020 – Marciana, Collegiata di San Sebastiano e altri luoghi | 11-18
> Guardare al paesaggio – Incontri tra visionari

Una riflessione tra fotografia, paesaggio, suoni, cura, abbandono.
Incontri esperienzali con architetti, urbanisti, fotografi, musicisti, ambientalisti, ecologisti, optometristi esperti della visione. Per approfondire e discutere i diversi aspetti del paesaggio e le problematiche ad esso legate, in una visione che sia aperta, multidisciplinare e propositiva.
Il paesaggio toscano e quello elbano in particolare, sono un patrimonio straordinario, stratificato nei secoli, un bene comune che va tutelato e salvaguardato ma anche vissuto con intelligenza e attenzione. Per questo abbiamo organizzato questo incontro esperienziale con architetti, urbanisti, fotografi, musicisti, ambientalisti, ecologisti, optometristi esperti della visione. Vogliamo approfondire e discutere alcuni aspetti del paesaggio e le problematiche ad esso legate, in una visione che sia aperta, multidisciplinare e propositiva. Incontreremo sia chi progetta il paesaggio sia chi lo tutela con amore e talvolta con rabbia, ma anche chi semplicemente lo vive o ne usufruisce come fonte di ispirazione o rigenerazione, interagendo con esso o traducendolo con suoni o parole, come il poeta, il musicista, lo scrittore. Un optometrista ci introdurrà a scoprire e sperimentare alcuni dei meccanismi ottici e fisici, ma anche psicologici, della visione per una sempre necessaria riflessione sulla percezione. Ci accompagnerà anche una riflessione sulla fotografia in particolare sulla scuola italiana di fotografia che, per l’attenzione che ha riservato al territorio italiano, ha contribuito alla modifica della sua rappresentazione e perché i temi della visione e della percezione che sono alla base della ricerca artistica dei suoi componenti e anche del nostro intervento.

Una idea curata e condotta da Andrea Abati.

Programma:
– La visione, esperienza con Al Zyod Nedal, optometrista e neuropsicologo
– Piazza dell’immaginario: la gente cambia. Vittoria Ciolini, Dryphoto arte contemporanea.
– Le panchine di Tamara. Una storia d’affetto. Cecilia Pacini, presidente Italia Nostra Toscana.
– Le cose si cambiano, riuso e innovazione. Valerio Barberis, docente di Progettazione architettonica, Università di Firenze.
– Il Mediterraneo come luogo di diffusione e transito di millenarie culture, una esperienza di rinnovamento, Carmelo Nicosia, direttore Fondazione Oelle, Catania –pausa pranzo
– L’ascolto: come la musica racconta il paesaggio
– La storia incompiuta, storie e gente di Marciana
– Tempo e fotografia. Vittorio Albonetti
– I luoghi sempre in eterno Mutamento, Andrea Abati, fotografo

Obbligatoria la prenotazione. Posti limitatati

Partecipazione gratuita. È necessaria l’iscrizione scrivendo una email a: andrea.abati@tiscali.it contenente nome, cognome e recapito telefonico dei partecipanti; sarete ricontattati per la conferma. Si ricorda che i posti saranno limitati nel rispetto delle norme anti contagio Covid-19. I percorsi saranno facili, adatti a tutti, si raccomandano comunque scarpe chiuse, adatte a camminare anche su sentieri. Per informazioni: mandare un sms di richiesta al 3473624286 e sarete ricontattati, oppure scrivere a andrea.abati@tiscali.it con le info richieste. E’ in corso la domanda di crediti formativi per Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.

A cura di:
Andrea Abati
Si occupa di fotografia dalla fine degli anni Settanta.
Punto di partenza del suo lavoro sono l’analisi delle trasformazioni del paesaggio architettonico industriale, l’osservazione simbolica della natura antropizzata, l’attenzione all’avvicendarsi delle genti e al mutamento del tessuto sociale della città attraverso un uso della fotografia come strumento di conoscenza e di relazione tra il sé e il mondo. Per l’artista abbandonare il concetto di opera e pensare di innescare pratiche artistiche nella sfera pubblica, può in certi momenti diventare prioritario.
Dal 2008 si occupa anche di video. Ha esposto in numerose mostre collettive e personali in Italia, Europa, Usa.
www.andreaabati.it

Dryphoto arte contemporanea
Uno spazio no profit che inizia la propria attività nel 1977 in molteplici ambiti culturali, organizzando mostre, conferenze, spettacoli e workshop. All’epoca, un nucleo di artisti e operatori culturali s’incontrava per confrontarsi sulle peculiarità del linguaggio fotografico, per creare progetti sperimentali e organizzare mostre. Nel 1981 fu inaugurata la sede espositiva, sita in Via Pugliesi 23 nel centro storico della città, con due mostre intitolate Topographie, Iconographie e Still-life di Luigi Ghirri. Riflettere sul significato linguistico del medium fotografico, sui meccanismi della visione e della rappresentazione della realtà significava allontanarsi dalle istanze della fotografia a carattere etnografico e antropologico e dalla linea del fotoreportage. Dryphoto intendeva così operare uno spostamento di sguardo e di poetica alla luce anche delle forti istanze di cambiamento sociale e di ricerca d’ identità sentiti in quegli anni. L’attività espositiva della galleria è caratterizzata da un’attenzione costante ai giovani, senza però dimenticare artisti già affermati. Dryphoto ha da sempre cercato una relazione privilegiata con il territorio che abita, una vocazione politica che ci accompagna fino dalla nascita, lavorare tenendo conto del qui ed ora, senza cadere in nessuna sorta di provincialismo. Dalla necessità di uscire dai vari cerimoniali espositivi, dal rifiuto di vivere solo in spazi ed ambiti privilegiati ed istituzionali siamo arrivati alla creazione di progetti che, attraverso il coinvolgimento di diverse figure professionali, tengono conto della realtà economica e socio- politica del territorio nel quale ci troviamo ad operare influenzata dai grandi cambiamenti avvenuti a livello globale. Nel 2011 Dryphoto arte contemporanea si trasferisce nell’attuale sede di via delle Segherie. La Direzione è affidata a Vittoria Ciolini. www.dryphoto.it

Per informazioni e prenotazioni: andrea.abati@tiscali.it – oggetto: IMMAGINARE 2020 info tel: 3473624286 / 0574 603186

 

Dal 2018 ad oggi Abati ha posto la sua attenzione sullo spostamento degli ospedali in Toscana.

I Nuovi Ospedali un progetto importante della Regione Toscana, la realizzazione di quattro nuove strutture ospedaliere a Prato, Pistoia, Apuane e Lucca; il “Nuovo Ospedale”, è costruito intorno ad un nuovo modello organizzativo per intensità di cure, capace di dare risposte personalizzate alle cure dei pazienti.

Abati concentra la sua attenzione sugli ospedali di Pistoia e Prato e con la sua consueta poetica narra il momento della “distruzione” delle vecchie strutture.

Geografia antropica. Dal 1986 fino all’ex Ospedale del Ceppo. È il titolo della mostra e della pubblicazione a cura di Alba Braza in attesa di apertura rimandata a causa della pandemia covid-19.

I Luoghi del Mutamento, Pistoia, Ospedale del Ceppo, 2017 #7

I Luoghi del Mutamento, Pistoia, Ospedale del Ceppo, 2018 #7

I Luoghi del Mutamento, Pistoia, Ospedale del Ceppo, 2018 #27

I Luoghi del Mutamento, Pistoia, Ospedale del Ceppo, 2018 #19

I Luoghi del Mutamento, Pistoia, Ospedale del Ceppo, 2018 #13

I Luoghi del Mutamento, Pistoia, Ospedale del Ceppo, 2018 #12

“Passaggi”, ispirata al tema della memoria e del mutamento, intende mettere a confronto e far dialogare fra loro la straordinaria forza dell’architettura del rifugio “Vittorio Putti”, con la scultura, la fotografia e l’immagine video. La mostra è ideata da Paolo Quartapelle insieme alla  curatrice Elisabetta Graceffa (“Il Campone”).

Il rifugio “Vittorio Putti”, posto accanto al seminario Arcivescovile di Bologna, nei pressi dell’Ospedale Rizzoli e del complesso di San Michele in Bosco, è singolarmente ed intrinsecamente incoerente in quanto luogo sotterraneo  posto sulla collina più alta di Bologna.  Il rifugio è formato da due lunghe gallerie  che si snodano dopo un breve tunnel che si avvia dall’ingresso principale. In questo punto di incontro e di separazione sono  collocate due opere di grande formato di Andrea Abati e di Guy Lydster poste organicamente in rapporto fra loro.

Nel tunnel che si snoda a sinistra, lungo le pareti si trovano le fotografie di Andrea Abati della serie “I luoghi del mutamento”, ispirate alla demolizione di fabbricati industriali, e della serie “La forza della natura”, delicato lavoro sulla vegetazione dei luoghi colpiti dal terremoto. Lungo questo tunnel, si aprono due ambienti, un’infermeria ed una sala operatoria, che tradiscono la storia del luogo, e dove si trovano rispettivamente tre piccole opere dei tre autori e altre foto di un recente lavoro dell’Abati sulla demolizione di un edificio destinato ad ospedale.
In fondo al tunnel, nel luogo più recondito e profondo del rifugio, viene proiettato il video di Paolo Quartapelle, che intende così segnare con un suo contributo site specific, intimo e personale.
Nel ripercorrere a ritroso la memoria e il tunnel si torna all’indotto che conduce al secondo tunnel. Lì sono collocati i disegni di grande dimensione sul tema dell’acqua dello scultore Guy Lydster, che ci accompagneranno verso due ambienti di straordinaria bellezza posti in fondo al tunnel, prima dell’uscita.
A sinistra, la cava di arenaria risalente almeno al 1700, ove sono collocate direttamente sulla terra, un gruppo di opere scultoree di Guy Lydster in creta raku bianca.
A destra un grottesco settecentesco, ove le pareti e la volta sono costellati di blocchi sporgenti di arenaria. In questo suggestivo ambiente sono collocate due importanti sculture di Guy Lydster, “Il Fiume”, in pietra serena, e un “Headscape” mai precedentemente esposta, in creta marrone.

Arricchiscono il progetto espositivo due conversazioni: un talk con Vittoria Ciolini di Dryphoto che presenta il progetto Piazza dell’Immaginario, una specifica modalità di lavoro che in questo caso ha visto la messa in moto, attraverso lo strumento dell’arte, di uno sviluppo partecipativo di pianificazione che ha permesso ai residenti di co-determinare il design della città; e un incontro condotto da Walter Guadagnini che chiama gli artisti a illustrare il proprio lavoro e discuterne insieme al pubblico.

Passaggi
artisti Andrea Abati, Paolo Quartapelle, Guy Lydster
progetto  Elisabetta Graceffa e Paolo Quartapelle
testo critico  Milena Naldi
sede:  Bologna Rifugio Antiaereo 1942 Vittorio Putti, presso Seminario Arcivescovile, Villa Revedìn, piazzale Bacchelli 4, Bologna

inaugurazione  5 luglio ore 18:00
date 6 luglio / 6 settembre
orari luglio aperto da giovedì a domenica ore 17/21
(agosto chiuso; apertura straordinaria  solo giorni 14 e 15)

11 luglio ore 18 Piazza dell’Immaginario talk con Vittoria Ciolini
19 luglio ore 18 talk con gli artisti condotto da Walter Guadagnini

foto: Andrea Abati, Sarajevo, #1, 2018
dalla serie La guerra è anche un modo d’imporre un’altra lettura delle sensazioni, un’azione sull’immaginazione altrui?
stampa digitale Lambda su carta Archive Crystal, dibond

Andrea Abati nella mostra So·la·stal·gi·a
22 – 28 novembre 2019
Mattatoio Roma

Il termine solastalgia coniato nel 2003 dal filosofo australiano Glenn Albrecht, è utilizzato con frequenza crescente in ambito medico per indicare il malessere fisico e psicologico causato negli individui dai cambiamenti ambientali. Se la nostalgia si manifesta a seguito del distacco dell’individuo dal proprio ambiente e dai propri affetti, la solastalgia si verifica nel momento in cui gli individui assistono impotenti all’alterazione radicale e peggiorativa del proprio habitat. È una forma di straniamento e malinconia che si innesca quando il bisogno di sentirsi al posto giusto, a casa, è stato violato: in pratica, quando l’ambiente in cui si vive diventa estraneo o ostile.

Solastalgia è un evento al tempo stesso espositivo e informativo che si svolge attraverso: l’esposizione di opere di artisti contemporanei italiani e internazionali che esplorano il tema del disagio provocato dall’insostenibilità delle pratiche ambientali e sociali. Daranno forma visiva alla solastalgiaAndrea Abati, Michele Amoruso, Mario Cruz, Paolo Della Corte, David Ellingsen, Isabelle Hayeur, Claudia Pajewski, Laura Pugno, Alessandro Toscano; la condivisione di contributi di personalità accademiche (psicologi dell’ambiente, sociologi, antropologi, architetti) sull’attualità della relazione tra ambiente ed esseri umani, nonché di rappresentanti di istituzioni culturali e museali sull’individuazione e la pratica di modelli alternativi di sviluppo nel sistema dei beni culturali.

A cura degli studenti della IX edizione del Master in Management delle Risorse Artistiche e Culturali
promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale e dalla Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM
realizzata in collaborazione con l’Instituto Camões e l’Ambasciata del Portogallo in Italia

Foto:
Andrea Abati
da Atlante Italiano007 Rischio Paesaggio,
Energie in cielo,
Torre del Sale, Piombino, Livorno
2007
Stampa a getto d’inchiostro
Courtesy MAXXI_ Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo/ ARCHITETTURA, Collezioni di fotografia. Progetto “Atlante Italiano007”

Andrea Abati è stato il protagonista del secondo incontro aperto al pubblico dedicato alla fotografia e ospitato dal Centro Pecci nell’ambito del progetto “Caleidoscopio. Sguardi cangianti”.

Nel video del Centro Pecci la registrazione dell’incontro pubblico di Abati.