Migranti: 1995-2018

Nel suo percorso artistico e professionale Abati ha incontrato a più riprese non solo il cambiamento del paesaggio, ma anche l’attenzione all’avvicendarsi delle genti concentrando la sua attenzione sul tema dell’immigrazione. A “I Luoghi del Mutamento” appartiene infatti anche una serie di immagini, volta a individuare i cambiamenti in atto nel tessuto sociale. Abati ha fotografato alcune persone appartenenti alla comunità del Corno d’Africa; la loro particolarità è che sono contemporaneamente italiani e non italiani, nati ovvero all’estero ma da genitori italiani, frutto di matrimoni misti o della loro discendenza, e che si sono stabiliti a Prato o nei dintorni. Spesso la ragione del loro vivere in Italia è legata o alla perenne guerra tra Eritrea ed Etiopia, una guerra inutile e crudele, spesso dimenticata. Le persone ritratte sono quasi a voler suggerire i movimenti di oggi e di ieri degli uomini sul territorio e aprono la visione emozionale su ambiti che spesso ci rimangono estranei e incomprensibili. Le immagini ci parlano di emigranti o meglio di uomini alla ricerca delle proprie radici.
Frutto dell’attenzione di Abati verso i temi sociali è anche la collaborazione alla “Prato China Guide”, un viaggio culturale nella “Prato cinese”, area in cui si conta la più alta concentrazione in Italia di cittadini provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese. Il volume è stato realizzato nel 2005 dal gruppo di Renshi.org, di cui Andrea Abati è stato uno dei fondatori. Oltre ad indirizzi e descrizioni di negozi, ristoranti e servizi gestiti dalla comunità cinese, pone l’attenzione su “interviste-confessioni” di giovani cittadini che raccontano le loro esperienze di integrazione o emarginazione.

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